PyeongChang-4

Prima le cose serie: due giorni fa sono stato all’incontro tra i ministri di sport, turismo e cultura di tutto il mondo, promosso dal ministro sudcoreano. Molto interessante e affollato, per l’Italia c’era Lotti. Ho avuto l’opportunità di fare due chiacchiere (e poi di intervistare per Raisport) con il governatore della regione di PyeongChan, che in passato è stato ministro dell’Unificazione. Che in Corea è un incarico non da poco. È stato gentilissimo e mi ha spiegato il suo punto di vista sulla situazione. Secondo lui quelli che il leader del Nord Kim sta mandando in questi giorni olimpici sono segnali utili per allentare le tensioni, ma i veri passi avanti verso la pace dovranno essere altri. Il rischio che si tratti solo di propaganda esiste ancora. L’unificazione, poi, è davvero ancora lontana.

Avrei voluto parlare anche con il ministro allo sport, che immediatamente mi è venuto incontro ma è stato bloccato dalla sua solerte portaborse, che ha preteso di rinviare l’intervista a dopo l’incontro, con una tempistica per noi non sostenibile perché i Tg in Italia aspettavano la dichiarazione di Lotti. E qui non c’è margine di trattativa: se un Coreano ti dice che una cosa non si può fare (salire su un bus pieno, gettare la carta nel bidone della plastica, intervistare un ministro) tu quella cosa non la fai. Nessun “minutino”, nessuna distrazione, solo tanti sorrisi a sottolineare il no.

Ora le cose gravissime: ma che freddo fa qui??? Stamattina siamo stati tirati giù dal letto dalla notizia del rinvio della discesa libera maschile e dalla necessità di effettuare un collegamento per la diretta nella notte italiana. In quota con il wind chill si registravano 26 gradi sotto. Io ho atteso il collegamento a valle: 45 minuti a -18. Ieri sera per le prime due manche di slittino ho quasi dovuto amputarmi una mano, priva di guanto per riuscire a maneggiare il cellulare. Stasera, per la fase che assegnerà le medaglie, si prevede ancora più freddo. Capi, non vi risponderò per un paio d’ore, portate pazienza.

2 Comments

  1. giovanni
    13/02/2018 at 10:57

    mi piacciono i Suoi reportage dalla Corea

    sono molto freschi

    🙂 🙂 🙂


  2. marco
    13/02/2018 at 14:41

    Grazie


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