PyeongChang-2

La presenza nel posto accanto al mio di Zuzana, fotografa ed ex modella slovacca, non ha influito molto sulla qualità del volo Roma-Seul. La nostra quasi ex compagnia di bandiera pensa che un aereo per la Corea debba essere allestito secondo le dimensioni coreane, tanto da non consentire nemmeno il piegamento delle ginocchia tra un sedile e l’altro. Dopo undici ore di volo, altre due su un pullman di pelle umana, anche fuori, il mezzo su ruote più lussuoso che abbia mai visto.

Una cosa colpisce: il freddo. L’altra notte abbiamo toccato i -23, ma pare che nei prossimi giorni migliorerà, temporaneamente, fino ad avvicinarsi allo zero. I disagi saranno soprattutto per gli atleti, ma anche lavorare non è semplice, costretti come siamo a girare bardati come omini Michelin. Il mio operatore di ripresa (quello con la telecamera), ha ripetuto più volte che dalle sue parti non ha mai sentito tanto freddo. Ed è Altoatesino.

Per le strade neanche un filo di neve, le piste sembrano invece ben fornite. Però un po’ tutti si chiedono perché sia stata scelta una località così fredda per ospitare i Giochi. Questa mattina prima presa di contatto con gli impianti, con qualche immagine che servirà per i Tg dei prossimi giorni, in attesa dell’arrivo della squadra e quindi, speriamo, delle prime interviste.

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