Rio-Giorno 18

Wannabe Ferragosto.

“Delusa, Flavia Tartaglini?” “No, sai, ero all’Olimpiade a fare turismo”. Me la sono cercata. Poi però è stata più carina e si è anche commossa per l’occasione mancata nel windsurf, peccato davvero.

L’altro ieri appassionanti telecronache di beach volley dalla mezzanotte italiana in poi, senza italiani, solo sul web. Se le avete viste scrivetemi perché vi mando una medaglia da qui. Ieri, invece, come detto, giornata a Marina da Gloria, vicino a Copacabana, per le regate finali del windsurf: dei due italiani in gara solo la Tartaglini partiva per la medaglia, poi mancata. Mattia Camboni, 20 anni, aveva già avuto abbastanza gioie arrivando in finale. Ne riparleremo presto, spero.

Per farvi un’idea delle distanze, qui, considerata anche l’andatura stranamente troppo rilassata del conducente, andare da Copacabana al centro stampa ha richiesto lo stesso tempo dei viaggi Genova-Milano che faccio normalmente in treno.

Ieri qui era la festa del papà. Qualche famigliola anche al Tourao, la churrascaria di Barra de Tijuca che sono finalmente riuscito a frequentare. Un po’ cara, carne buona.

Prendere un taxi a Rio è piuttosto facile, basta mettersi a bordo strada e fare un cenno. Se siete fuori mano ci vorrà qualche minuto di attesa. A volte anche 10-15 se siete molto periferici. Però il tassametro partirà sempre da 5.20 Reais. Non vi viene addebitato il tempo impiegato dall’auto per raggiungervi. Come da noi, preciso, no?

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