Verso Tokyo, le insidie dei gironi

Da quasi un anno non aggiorno il blog e me ne vergogno. Ma in attesa delle Olimpiadi di Tokyo e degli spunti, non solo sportivi, che potrà offrirmi, provo a riscaldare un po’ i bit. Rivediamo i gironi di qualificazione delle nostre due squadre, brave a qualificarsi senza passare attraverso la cayenna del girone di ripescaggio, che soprattutto in campo femminile ha mostrato la sua spietatezza. Su tutti i progetti e tutte le speranze pesa l’ingombrante presenza del coronavirus. Vediamo.

Il cosiddetto sistema a serpentina ci ha messo davanti a due situazioni molto diverse per uomini e donne. Per comporre i gironi si è presa la prima squadra qualificata del ranking (in questo caso il Giappone come Paese ospitante) e la si è messa nella Pool A, la seconda e la terza sono state messe nella Pool B, la quarta e la quinta di nuovo nell’A e così via. Da questa suddivisione sono scaturiti questi due gironi nel torneo femminile:

POOL A: Giappone, Serbia, Brasile, Corea del Sud, Repubblica Dominicana, Kenya.

POOL B: Cina, USA, Russia, Italia, Turchia, Argentina.

E questi due nel maschile:

POOL A: Giappone, Polonia, Italia, Canada, Iran, Venezuela.

POOL B: Brasile, USA, Russia, Argentina, Francia, Tunisia.

A chi mastica un po’ di volley la situazione salta all’occhio con evidenza. Le ragazze se la vedranno subito con altre quattro superpotenze come Cina, Usa, Russia e Turchia, mentre le altre due candidate alle medaglie, Serbia e Brasile, spiccano nell’altra pool (senza sottovalutare il Giappone che sta preparando con grande cura questo appuntamento). Gli Stati Uniti sono già al lavoro con un gruppo al quale si uniranno le americane ancora in giro per il mondo (diverse in Italia). Qualità altissima e un tipo di gioco che ricorda meccanismi del gioco maschile. Un pericolo vero. La Russia guidata dall’italiano Sergio Busato è in attesa di sapere se parteciperà con la propria bandiera o con quella del Cio, dopo lo scandalo del doping di Stato. La partecipazione non sembra comunque in discussione e la squadra, seppure meno forte del recente passato, è sempre in grado di mettere in difficoltà chiunque. L’ultimo girone di qualificazione in Olanda ha fugato i dubbi sulla Turchia, che sembrava attraversare un momento di difficoltà. Sulla Cina pesano i provvedimenti contro la diffusione del Covid-19, che per un periodo hanno bloccato tutta l’attività sportiva. Ora la nazionale ha ripreso a lavorare, blindata e isolata. Un problema che tocca in realtà anche l’Italia: in attesa di veder radunare le azzurre il campionato sta affrontando difficoltà che influiranno sul meccanismo dei playoff. C’è grande incertezza, a questo punto, anche intorno alla Nations League, che in tempo di epidemia prevede spostamenti intercontinentali per gruppi che costituiranno poi, almeno in parte, l’ossatura dei roster olimpici. Tornando al girone, l’Argentina sembra essere l’agnello sacrificale, ma si porterà con sé un top team (passano agli ottavi in quattro) e fa impressione ipotizzare chi potrebbe essere. Il piazzamento sarà fondamentale. La vincitrice di questo girone avrà un ottavo agevole (occhio alla Corea di Lavarini), la quarta se la vedrà subito, con buona approssimazione, con Serbia o Brasile.

Discorso capovolto per gli uomini. Il girone con i campioni del mondo della Polonia, i padroni di casa e due formazioni fastidiose come Canada e Iran non è da considerare facile, ma la “pool della morte” è la B, con Brasile, Usa, Russia, Francia e un’Argentina sempre insidiosa. Vincere il girone sarebbe ancora più importante, nell’ottica di vedercela negli ottavi, ipotizziamo, proprio con l’Argentina. In ogni caso a un girone iniziale abbordabile corrisponderà un ottavo già tosto.

Con l’argento di Rio i ragazzi ci hanno dimostrato che niente è impossibile nel torneo olimpico, ma è soprattutto al torneo femminile che guardiamo con malcelate ambizioni. La maledizione dei quarti di finale è lì, pronta per essere sfatata, ma il podio è nelle corde di questo gruppo. La battaglia della prima pool ci dirà subito chi siamo e dove possiamo arrivare.

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