Tokyo, giorno 2
Tokyo, giorno 2

Tokyo, giorno 2

No, tranquilli, non penso proprio che scriverò tutti i giorni, solo se ci sarà qualcosa di carino da dire (almeno per me, se non per voi 😀 ). Capitolo pasti, ovviamente parziale: ieri sera mi hanno dato un biglietto da mostrare alla reception per poter accedere alla sala colazione, e la cosa mi ha illuso a proposito di un allentamento della quarantena stretta dei primi tre giorni. E invece no. Appena ho girato la maniglia della porta della stanza per scendere al bar ho trovato un cortese sacchetto ad attendermi, con dentro cose simili per certi versi a una colazione italiana, ma di livello decisamente inferiore. E allora sono tornato sui miei passi, mi sono seduto alla scrivania e ho mangiato ciò che era mangiabile. Poi quasi un’ora di navetta, attraversando anche la baia di Tokyo, per il trasferimento all’International Broadcast Centre, che è un enorme edificio, in genere un padiglione fieristico, dove vengono realizzati gli uffici e gli studi delle televisioni accreditate. In questi giorni è un formicaio impressionante, se i giapponesi facessero controlli anti Covid anche qui, al di là delle solite mascherine e del solito spray disinfettante posizionato ovunque, farebbero cazziatoni a raffica. Con l’inizio delle gare gli inviati non stazioneranno più negli uffici ma cominceranno a circolare, con il benefico effetto di svuotare un po’ gli spazi. A pranzo, per chiudere il tema gastronomico, un’insalatina che se mi conosceste pensereste che sia malato. A cena pollo fritto. Insomma, siamo alla schizofrenia alimentare, ma nei prossimi giorni, con le telecronache di mezzo, chissà che sarà di me…

A proposito, forse i capi mi hanno visto tremendamente nostalgico e hanno voluto sollevarmi il morale “offrendomi” tre spazi di telecronaca di… (rullo di tamburi)… equitazione! Oh sì, proprio il mio cavallo (ehm) di battaglia di Rio! Saranno tre spazi entro la fine di luglio, da coprire ovviamente quando sarò libero dal volley e dal beach. Solo che a Rio mi ero preparato bene, adesso ho un po’ perso la mano e non ho i vecchi appunti. Vedremo di sfangarla. Il guaio è che con la pandemia alcuni colleghi hanno rinunciato comprensibilmente (e spesso necessariamente) alla missione e chi è rimasto deve aumentare l’impegno per coprire tutto. Domani gioca l’Italvolley femminile, ultima amichevole pre-torneo contro la Corea. La cosa ha scatenato un tourbillon di comunicazioni tra me, i capi e l’amico Marco Trozzi della Fipav. Inizialmente sembrava potessimo presenziare, poi è saltato fuori che il luogo dell’amichevole non rientra tra quelli previsti dall’Activity Plan stilato per ciascuno di noi dalle autorità giapponesi. Pare che qualche incosciente lo abbia fatto, ma violare questa consegna mi avrebbe esposto al rischio di essere tracciato con il Gps, individuato fuori zona e sottoposto a procedimento disciplinare in una scala di sanzioni che va dal buffetto alla crocifissione in sala mensa, passando per frustate e mutilazioni a mezzo katana, fino anche alla revoca dell’accredito. Ora, sinceramente, avrei dato con gioia un’occhiata alle ragazze a due giorni dall’esordio, ma non posso rischiare di concludere l’Olimpiade prima di iniziarla. E poi domani arriverà la Socia, distrutta dal jet lag, sarei mai potuto andare senza di lei? Cominciamo a caricarci, le 9 del mattino del 25 (le 2 per voi) sono vicine. E la prossima notte mi serve ancora per finire di assorbire il fuso.

P.S. I ragazzi di Voglia di Volley, la trasmissione quotidiana che parla di pallavolo, hanno usato il mio hashtag #WeWillTokYou come titolo per la loro trasmissione olimpica. Ovviamente mi fa molto piacere che l’idea sia piaciuta. Li trovate tutti i giorni alle 12 italiane sui social, io quando posso li ascolto su Facebook.

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