Tokyo, giorno 7
Tokyo, giorno 7

Tokyo, giorno 7

Ma quanto meglio mi sento da un paio di giorni, dopo aver filtrato i social? Ho ritrovato quiete e serenità interiore da quando ho smesso di rispondere a tutti i post polemici su ciò che la Rai sta mostrando delle Olimpiadi. Non mi dilungherò oltre, ho già spiegato tutto e purtroppo il generale livellamento verso il basso dell’umana capacità di comprensione non aiuta. Un nuovo state of mind che mi ha permesso di risolvere con una grassa risata il post di un tizio secondo il quale la tassa governativa sul possesso del televisore (cosiddetto “canone”) è più alta di un abbonamento alle Pay Tv, e la Rai è certamente più ricca di una tv a pagamento “appena nata”. Se lo incontrate, dite a questo fine conoscitore del mercato dei diritti televisivi che la “appena nata” Discovery non conta sul regalo del nonno per il primo dentino da latte, ma ha messo sul tavolo del CIO 1,3 miliardi di euro per garantirsi le Olimpiadi dal 2018 al 2024, invernali comprese. E ora, davvero, basta così.

Stamattina altra disavventura col tassista, diverso da ieri, che mi ha portato in una location completamente diversa, compromettendo il mio lavoro. Da adesso si va con Maps e guido io. Per il resto, la giornata è trascorsa tra uno sguardo alla Nazionale maschile, che ha subìto una brutta scoppola ma può ancora dire la sua (in attesa del nuovo ciclo firmato De Giorgi), e un po’ di studio con Giulia delle prossime avversarie delle nostre ragazze. Domani tocca alla Turchia e il livello già sale, cominceremo a capire davvero quanto solide sono le nostre ambizioni.

Domani però è anche la giornata del tifone, che finalmente arriva dopo roboanti annunci. Le previsioni che si trovano in giro sono abbastanza contraddittorie. Vorrei essere ottimista e credere che davvero pioverà un po’ per qualche ora e fine, ma gli organizzatori qui hanno già deciso di sospendere le gare di canottaggio e di adottare misure di sicurezza all’IBC. Nessun intervento sul programma del beach volley, a parte la raccomandazione ai giornalisti di seguire solo le partite dei propri atleti e poi di lasciare l’impianto, perché i posti al coperto sono pochi. Non ho mai vissuto dal vivo un tifone, sono più incuriosito che impaurito, in verità. Ma sono quei momenti nei quali benedico che la pallavolo si giochi prevalentemente al coperto. Non sembrano molto preoccupati neanche i surfisti, che hanno anzi anticipato a domani le gare del 28, proprio perché si aspettano onde magnifiche. Intanto stasera c’era un bel tramonto sul Rainbow Bridge che scavalca la baia, un piccolo esempio è nella foto di copertina del post. Domani si vedrà.

Non avete idea di quanto mi mancheranno i vasetti di gelatina alla frutta che vendono qui.

Un commento

  1. GughyTumy

    il Divin poeta nel canto terzo dell’inferno .. per internderci quello degli Ignavi! diceva : ” Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.. ” credo che mai frase sia più adatta al momento.. G.

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